
Pievi e castelli del territorio del Chianti Senese tra Castelnuovo Berardenga e Gaiole in Chianti, per apprezzare lo spessore artistico di luoghi molto suggestivi.
Itinerario: da Castelnuovo Berardenga a Gaiole in Chianti
Lunghezza: km 38
Castelnuovo Berardenga
A Castelnuovo Berardenga visitiamo subito la Pieve di Santa Maria a Pàcina. La chiesa, che presenta evidenti caratteri preromantici, viene menzionata per la prima volta nel 714. Il sito annette anche il campanile circolare a struttura cilindrica.
Spostandoci verso nord, incontriamo il Castello di San Gusmè , sicuramente uno dei borghi chiantigiani meglio conservati avendo mantenuto intatte molte delle sue parti originarie, come le le sue case strette e le piccole stradine tortuose. Il suo nome deriva da quello dei santi Cosma e Damiano ed è databile all'anno 867 quando ci fu la costituzione dell'Abbazia di San Salvatore a Fontebuona. Poco distante da qui si trova Campi: qui, dove una volta sorgeva un castello e una "curtis", oggi ha sede un interessante gruppo di case coloniche e una piccola chiesa.
Gaiole in Chianti
Il nostro tour ci porta a Gaiole, dove visitiamo la Pieve di Santa Maria a Spaltenna. La pieve risale al X secolo ed ha il classico aspetto delle pievi romaniche fiorentine di quel tempo: tre navate, copertura in legno ed abside unica e circolare. In questo stesso sito, ancor prima della pieve oggi visibile, sorgeva l'antichissima Pieve di San Pietro in Avenano.
Spostiamoci ora a sud dove, quasi al confine col Comune di Castelnuovo Berardenga, incontriamo il Castello di Brolio, davvero interessante soprattutto perché conserva incredibilmente intatta l'atmosfera dei tempi andati. E' di origine longobarda ed appartiene oggi alla potente famiglia dei Ricasoli da Cacchiano che qui traggono il loro famoso vino posto ad invecchiare nelle cantine tra le possenti mura. Struttura imponente al centro dell'area del Chianti senese, le prime testimonianze del Castello di Brolio risalgono ai primi anni dopo il Mille.
Conteso più volte tra fiorentini e senesi, fu quasi sempre in mano a Firenze per la sua posizione strategica per il controllo della zona del Chianti. Siamo infatti nel cuore dell'antica Lega del Chianti formata dai terzieri di Radda, Castellina e Gaiole. Pur essendo privato, il castello è visitabile, ad eccezione del palazzo. E' possibile compiere per intero il giro degli spalti, dai quali si gode una splendida vista sul Chianti.
Questo itinerario è un tuffo nel cuore del Chianti, per scoprire i tesori artistici nascosti tra le campagne a cavallo tra le province di Siena e Firenze.
Itinerario: Greve in Chianti, Radda in Chianti e Castellina in Chianti.
Lunghezza: km 56
Greve in Chianti
Cominciamo il nostro tour dalla Pieve di San Cresci a Montefioralle.
Montefioralle è uno dei borghi più affascinanti d'Italia e la Pieve di San Cresci, semplice con un'unica navata, è ritenuto uno dei più antichi villaggi del Chianti. L'aspetto attuale risale al '500. Fuori le mura del borgo, si trova una delle chiese più antiche del Chianti, la Chiesa di S. Stefano.
Il borgo di Montefioralle è degno di una visita per il suo "castello", il clima piacevole ed il panorama stupendo. Si arriva facilmente dopo una piacevole passeggiata in salita di 20 minuti. Da Montefioralle attraverso strade secondarie si arriva fino a Panzano, posizionato in cima ad una collina.
Un po' a nord di Greve, merita una visita il Castello di Verrazzano. Insediamento etrusco e romano, in questo castello nel 1485 nacque Giovanni da Verrazzano, esploratore e navigatore che scoprì la Baia di New York.
Il suolo argilloso- calacareo e la posizione nel cuore del Chianti Classico in alto sulla Val di Greve fanno sì che in questi appezzamenti di terra per scegliere le uve più mature e più sane la vendemmia è rigorosamente manuale. Il Castello al centro dei vigneti, permette all'uva di arrivare in cantina nel giro di pochi minuti. Inizia così il rigoroso procedimento di lavorazione che porterà sulle tavole il più prestigioso dei vini toscani.
Radda in Chianti
Usciti da Greve in Chianti, percorriamo la SS 222 verso sud fino a Radda in Chianti. Qui visitiamo la Pieve di Santa Maria Novella. Documentata per la prima volta nel 1010, la pieve situata nell'alta Val di Pesa, è stata radicalmente rifatta intorno al 1830. Tra le principali opere d'arte compare una croce astile in bronzo dorato del XII secolo.
Nelle vicinanze, sorge il Castello di Volpaia, risalente al XII secolo e ubicato al centro dell'omonimo borgo, che oggi come in passato è dedito alla produzione viti-olivicola. Perse, infatti, il suo aspetto militare a favore di un ridente borgo agricolo nel 1555 con la risolutiva caduta di Siena.
Poco distante dal Ponte di Cappello, sulla sommità della collina, sorge la chiesa diSant'Andrea a Luiano. A navata unica, si presenta con una semplice facciata a capanno ed è databile tra il XII e XIII secolo. Subì un imponente restauro dopo il secondo conflitto Mondiale in base al progetto dell'architetto Guido Morozzi.
Castellina in Chianti
La terza tappa del nostro itinerario è Castellina in Chianti, a una decina di km da Radda. Visitiamo subito la Pieve di Sant'Agnese. Contesa tra Firenze e Siena per la sua posizione strategica tra la Valdelsa e il Chianti, fu un avamposto così importante da arrivare a tenere sotto il proprio controllo ben tredici chiese. Nel 1056 ospitava già una comunità di ecclesiastici e nel corso del Medioevo, era parte della diocesi di Siena anche se nel 1176 e nel 1203 passò alla Repubblica Fiorentina.
Dirigiamoci a sud per raggiungere il Castello di Fonterutoli. La storia dimostra l'esistenza di questo castello in località Fonterutoli "Fonte di Rutilo" sin da prima del Mille. L'edificio fu sede di importanti incontri tra Firenze e Siena. Tra i più importanti quello del 1208 quando fu siglato un impegno al controllo fiorentino relativo ai territori di Poggibonsi e Poggio Imperiale. Oggi il famoso castello è certamente più conosciuto per l'ottima produzione vinicola.
Siamo nella parte nord occidentale del Chianti fiorentino. Qui si trovano alcune delle Chiese più belle dell'intero territorio, come la pieve di San Donato in Poggio, la Badia a Passignano e la Pieve di Sant'Appiano.
Itinerario: da San Casciano Val di Pesa, Tavernelle Val di Pesa e Barberino Val d'Elsa
Lunghezza: 19 km
San Casciano Val di Pesa
Raggiungiamo San Casciano per visitare il Castello di Gabbiano. Le prime notizie storiche sul castello di Gabbiano risalgono all'XI secolo mentre le cantine furono costruite introno al 1124. Il Gabbiano rimase in possesso dei Bardi fino ai primi del Quattrocento dopodiché passò nelle mani dei Soderini, influente famiglia fiorentina. Attualmente il Castello è una splendida villa.
Tavernelle Val di Pesa
A Tavernelle visitiamo la Pieve di San Donato in Poggio. C'è un interessante ricordo della pieve romanica a tre navate già in un documento datato 989. Ripristinata in più occasioni, il tetto appare sostenuto da un importante struttura in legno. In terracotta, all'interno, il fonte battesimale dello scultore e ceramista Giovanni della Robbia.
A questo punto, possiamo visitarela Badia a Passignano, le cui prime testimonianze storiche risalgono al IX secolo. Tuttavia secondo una tradizione, Badia a Passignano sarebbe stato un villaggio etrusco. Qui visse gli ultimi anni della sua vita San Giovanni Gualberto, fondatore dell'ordine vallombrosano, Congregazione di monaci benedettini fondata nel 1039, il cui nome deriva dalla località di Vallombrosa situata in provincia di Firenze.
Barberino Val d'Elsa
Concludiamo il nostro viaggio con Barberino Val d'Elsa, dove visiteremo la Pieve di S.Appiano. Posta presso un remoto insediamento, è dedicata al Santo considerato l'evangelizzatore di queste zone. La parte più antica è la navata di sinistra mentre quella destra appartiene ad una fase tardo romanica. Nel piccolo museo annesso, si trovano diverse opere tra cui la tela del '400 della "Madonna col bambino e due santi" e un insieme di reperti etruschi provenienti da San Martino ai Colli.
Spostiamoci nella vicina località di Montesanto per visitare il Castello della Paneretta, particolarmente suggestivo. Apparteneva alla famiglia Vettori. Oggi è stato completamente trasformato in villa e vi si produce un ottimo vino Chianti Classico.