palazzo pubblico di siena su piazza del campo

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Se trascorrete qualche giorno a Siena potete ampliare il precedente itinerario turistico nel Terzo di Città, con la visita di alcuni luoghi significativi del Terzo di Camollia e di San Martino.

Itinerario nel Terzo di Camollia

Il Terzo di Camollia comprende i quartieri di Ovile e Fontebranda. Le vie principali (Via Banchi di Sopra, Via dei Montanini e Via Camollia) costituiscono la parte “nobile” del Terzo, testimonianza del florido passato economico della città, cui si contrappongono i laboriosi rioni Ovili e Fontebranda, quartieri dei lanaioli e dei tintori. Siamo nella metà “popolare” del Terzo di Camollia, dove nacque nel 1347 Caterina da Siena e dove, tra strette viuzze ed edifici in cotto, si ergono le basiliche di Santi.

Cominciamo il nostro giro da Piazza Indipendenza, caratterizzata da una Loggia e da una torre rettangolare in pietra. Davanti alla loggia il Teatro dei Rozzi e l’omonima Accademia.

Attraverso Via Galluzza si raggiunge Fontebranda, la più antica fonte senese: già presente nei documenti del 1081, venne ristrutturata nel 1246 in stile gotico. In questo quartiere è nata Santa Caterina e qui sorge l’oratorio della Tintoria realizzato da Francesco di Duccio a partire dal 1465, pochi anni dopo la canonizzazione della Santa.

Continuando sulla strada a sinistra troviamo il santuario cateriniano che racchiude la Casa di Santa Caterina con l’iscrizione “Sponsae Kristi Catherinae Domus” nell’architrave. Lasciato il santuario si procede verso la Basilica di San Domenico, la cui costruzione sul colle Camporegio risale al 1226. L’interno, a croce egizia e navata unica, nasconde nella parte inferiore una cripta in mattoni dominata da una imponente croce a fondo oro di Sano di Pietro.

Percorriamo da qui Via della Sapienza per fiancheggiare la Biblioteca comunale, un tempo “Casa della Sapienza” che custodisce preziosi manoscritti e stampe.

Oltrepassato il vicolo Pallacorda, sede della Contrada del Drago, ci si trova davanti Palazzo Tolomei (la più antica abitazione privata di Siena, risalente al 1205) e l’omonima Piazza che interseca Via Banchi di Sopra, Via della passeggiata e dello shopping. Davanti al palazzo, la colonna con la Lupa romana di Domenico Arrighetti (1620) e la Chiesa di San Cristoforo.

Proseguendo si arriva alla Basilica di Santa Maria Provenzano dalla bella facciata seicentesca. La scalinata che fiancheggia il lato destro della chiesa conduce alla Contrada della Giraffa, un labirinto di vicoli a pianta medievale.

La via è fiancheggiata da una serie di edifici storici: Palazzo Gori-Pannilini, Palazzo Spannocchi, Palazzo Cantucci, Palazzo Salimbeni dalla facciata elegante in pietra.

Proseguendo attraverso i Giardini della Lizza si raggiunge la Fortezza Medicea (1548), oggi sede dell’Ente vini Enoteca italiana e dell’Associazione Siena Jazz. Imboccando invece Via del Romitorio si raggiunge la Chiesa di Fontegiusta (1482) con il portale di Urbano da Cortona (1489). L’interno, a pianta quadrata, conserva il tabernacolo marmoreo del Marrina e diversi oggetti appartenuti a Cristoforo Colombo, studente dell’Università di Siena.

Costeggiando l’antica cinta muraria si noteranno i resti del Fortino delle Donne, roccaforte difensiva delle donne senesi durante l’assedio della città, eretto nel 1527. Ancora pochi passi e a destra si erge Porta Camollia, cuore della Contrada dell’Istrice.

Costruita nel XIII secolo accoglie i visitatori con l’iscrizione “Cor magis tibi Sena pandit”: Siena ti apre il suo cuore più delle sue porte.

Scendendo a destra la Chiesa di San Pietro alla Magione, fondata dai Templari e passata poi all’Ordine di Malta. Più avanti la chiesa rinascimentale di Santa Maria delle Nevi del 1471 mentre deviando a sinistra si arriva alla Fonte Nuova di Ovile opera del XIV secolo di Camaino di Crescentino e Sozzo di Rustichino. Percorrendo l’erta Via del Comune si attraversa la contrada del Bruco con l’antica Basilica di San Francesco vero scrigno di opere.

Altro tesoro del Terzo di Camollia nella Piazza dell’Abbadia, è la Chiesa di San Donato edificata nel 1119.

gesù benedicente basilica san francesco di siena

Itinerario nel Terzo di San Martino

Il Terzo di San Martino è dedicato al santo protettore dei pellegrini e dei viandanti. Comprende Via Banchi di Sotto ed è ricco di botteghe artigiane e chiese.

Cominciamo il tour dal Castellare degli Ugurgieri, emblematica casa-fortezza medievale con all’interno una bella corte fortificata. Accanto, la Chiesa di San Virgilio, al cui interno trovano dimora opere di Francesco Vanni e del Volterrano.

A questo punto, si può raggiungere Palazzo Piccolomini (1469), residenza dell’omonima famiglia senese, oggi sede dell’Archivio di Stato con all’interno il Museo delle Biccherne.

Davanti a Palazzo Piccolomini ha sede l’Università e poco più avanti, le 3 logge del Papa, sostenute da colonne in pietre progettate nel 1462 da Antonio Federighi.

Una chiesa di cui vi consigliamo la visita è quella di San Giorgio, in Via di Piantaneto, al cui interno si può ammirare la seicentesca “Crocifissione con il padre Matteo Guerra” di Francesco Vanni. Poco più avanti anche la Chiesa di Santo Spirito con la cupola di Giovanni Cozzarelli e molte opere d’arte all’interno, come gli affreschi del Sodoma nella cappella degli Spagniuoli, la “Incoronazione di Maria” di Beccafumi e un Presepe in terracotta di Ambrogio della Robbia.

Continuando su Via dei Pispini si arriva a Porta Pispini, costruita nel 1326 da Minuccio di Rinaldo e affrescata dal Sodoma.

Torniamo indietro su Via Pispini per raggiungere la Chiesa di San Raimondo al Refugio. La facciata risale al 1660 e all’interno si possono ammirare una “Madonna” di Domenico Bartolo e opere di Francesco Vanni. Poco più avanti, si incontra il Monastero di Santa Maria degli Angeli, oggi edificio scolastico che all’interno cela opere di Ventura di Salimbeni, Francesco Vanni e Sebastiano Folli.

In Via Roma troviamo il Museo Bologna-Buonsignori con la ricca collezione di ceramiche etrusche di Clemente Bologna di Montepulciano.

Vale sicuramente la pena di visitare l’Oratorio della Santissima Trinità (XIV secolo). Proseguendo per Via Valdimontone, in Piazza Manzoni troviamo l’imponente Basilica dei Servi. Al suo interno, la Madonna col bordone di Coppo di Marcovaldo, la “Madonna col Bambino” di Segna di Bonaventura, la “Madonna col Bambino” di Lippo Vanni e molti altri affreschi di pregio.

Percorrendo Via dei Servi si raggiunge il Convento di San Girolamo, complesso fondato a metà del Trecento dai Gesuiti e, sulla destra l’Arciconfraternita della Misericordia. Poco più avanti, la Chiesa di San Martino, antecedente all’VIII secolo.

Tra le opere conservate all’interno la “Natività” di Domenico Beccafumi, il “Martirio di San Bartolomeo” del Guercino.