Il Chianti Colli Aretini, sulla cui bontà le prime notizie risalgono al XIV secolo, è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - D.O.C.G. La produzione avviene nella provincia di Arezzo utilizzando principalmente Sangiovese dal 75 al 100%, cui si uniscono Canaiolo nero fino al 10%, Trebbiano o Malvasia fino al 10% e un 10% di varietà rosse autorizzate dal disciplinare.
Il colore è rosso rubino, il sapore è tendenzialmente fresco, asciutto, frizzante e brioso. E’ un vino da tutto pasto, mediamente alcolico e brioso, da bere giovane. Alcune aziende, comunque, producono vini più corposi e adatti alla conservazione nel tempo.
Il Chianti Colli Aretini DOCG ha una gradazione alcolica minima del 12% vol. e viene immesso in commercio a partire dal giugno successivo alla vendemmia.
Il Riserva, invece, viene invecchiato per 26 mesi prima di essere venduto e parte da una gradazione alcolica minima del 12,5% vol.
In questa zona viene prodotto anche il Vin Santo del Chianti Colli Aretini Doc, vino da dessert ottenuto esclusivamente da uve bianche, soprattutto Trebbiano Toscano e Malvasia) lasciate appassire dopo la vendemmia per alcuni mesi. Il mosto viene invecchiato per un periodo di tempo che va da un minimo di 3- 4 anni fino anche ad alcuni decenni prima di essere venduto. Il prodotto finito ha una gradazione alcolica minima di 16% vol., colore ambrato e gusto ricco e passito.
Esiste poi una versione chiamata Vin Santo del Chianti Colli Aretini Occhio di Pernice DOC, ottenuta soprattutto da Sangiovese (minimo 50%) unito ad uve rosse o bianche. Come il Riserva, Occhio di Pernice richiede il tempo di invecchiamento del Vin Santo, ma la gradazione alcolica deve essere almeno del 17%.
Il Chianti Colli Aretini viene prodotto da un’ottantina di aziende agricole nella provincia di Arezzo, sulle colline che confinano con le zone di produzione dei Colli Fiorentini, delle colline senesi e del Chianti Classico. Il disciplinare impone una resa massima per ettaro di 80 quintali di uva e l’immissione in commercio del vino dopo il 1° marzo successivo alla vendemmia.