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SOMMARIO
E' nel lontano 1927 che per opera di un gruppo di viticoltori della zona Arezzo Firenze Siena nasce il CONSORZIO CHIANTI.
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Guida alle fattorie e ai produttori vinicoli del Chianti. Data Base Aziende Agricole
Gastronomia
Dai prodotti dell'orto ai Ristoranti di classe, a zonzo per il Chianti alla ricerca dei prodotti nostrali
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Panorami, luoghi incantati, colori e personaggi; questo è il Chianti,
Il territorio di produzione del vino Chianti Classico è un pezzo di Toscana tra la città di Firenze (a nord) e quella di Siena (a sud);
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Come si consuma

Chianti Classico giovane e riserva

Un tempo il Chianti Classico era un vino per lo più consumato giovane, quasi sempre entro un anno dalla vendemmia. Altri erano i gusti e altre le uve che formavano questo prodotto e, proprio per accentuare la sua bevibilità, si ricorreva alla pratica del governo che, aggiungendo in primavera uve precedentemente appassite, determinava una nuova fermentazione che rendeva il prodotto più pronto. Oggi ben di rado si ricorre a questa costosa pratica, anche perché è raro che il Chianti Classico nella sua versione normale venga consumato prima di un anno dalla vendemmia. Anzi il Consorzio del Gallo Nero ha posticipato la scadenza di Giugno come minimo a Novembre per l'immissione sul mercato del vino che si vuole consumare giovane.

Nei primi anni della sua vita il Chianti Classico ha colore rubino brillante, è profumato, fruttato, rotondo. Ma il Sangiovese è uva da medio - lungo invecchiamento: se viene utilizzato in percentuale molto consistente o in purezza può dare vita a vini di grande corpo e notevole complessità, capaci di affrontare non pochi anni di invecchiamento. Solo le annate più fortunate, che garantiscono una maturazione delle uve perfetta ed omogenea, e solo le uve migliori scelte in vendemmia possono dare vita a questi vini importanti.

Quasi un venti per cento dell'intera produzione di Gallo Nero viene oggi destinato alla riserva, vino dal colore rosso cupo tendente al granato, dal profumo di spezie e piccoli frutti di bosco, dalla struttura importante, elegante e vellutato. Le uve migliori vengono destinate alla riserva fin dalla vendemmia e le loro proprietà si arricchiscono quando conoscono i legni. Un tempo si utilizzavano grandi botti in castagno o rovere; oggi si preferisce ricorrere a contenitori di più modeste dimensioni che hanno maggiori cessioni dei loro aromi nel prodotto, si tratti delle barriques francesi oppure delle più grandi botti in rovere.
Il vino soggiorna nel legno per un periodo più o meno lungo a seconda delle dimensioni della botte e poi affronta l'ultimo passaggio prima di affrontare il mercato: l'affinamento in bottiglia.

L'Etichetta

L'etichetta dice quasi tutto su quello che la bottiglia contiene. In primo luogo la denominazione Chianti Classico - che basta da sola ad indicare il netto predominio del vitigno Sangiovese - e la specifica di "denominazione di origine controllata e garantita", ovvero l'iscrizione del prodotto nel novero dei migliori vini italiani.

Il nome dell'azienda può identificarsi con quello del vino, per il quale può essere anche utilizzato un nome di fantasia, oppure l'indicazione del vigneto di provenienza. Tutto quanto è scritto in etichetta è dettato in modo scrupoloso dalla legge: è il caso della gradazione alcolica e dell'indicazione dell'annata, che se il Chianti Classico è nella versione giovane sarà accompagnata, sul collo della bottiglia, dal marchio del gallo nero con bordo rosso; se il vino è invece riserva il marchio del gallo nero avrà un bordo oro.

Sempre per legge non possono essere indicati in etichetta i vitigni utilizzati e le relative percentuali. Inoltre, al comune di provenienza del vino deve seguire solo l'indicazione Italia e non quella della regione.

Espressioni come "imbottigliato all'origine", "prodotto e imbottigliato", "imbottigliato dal proprietario viticoltore" significano che il Chianti Classico è di provenienza dai vigneti dell'azienda. Nel caso di un Gallo Nero confezionato da un industriale o un commerciante sarà riportata la scritta "imbottigliato da".

Il Gallo Nero in Bottiglia

Una volta arrivato in casa il Chianti Classico deve essere conservato con grande attenzione.

Ideale è una cantina non umida e dalla temperatura costante. Anche una stanza può essere comunque una buona alternativa purché al riparo dalla luce, dai rumori e dalle fonti di calore. Il vino, al pari dell'uomo, deve infatti riposare in tutta tranquillità e soprattutto non si deve dimenticare che anche in bottiglia è un prodotto che sta vivendo una lenta evoluzione che gli deve fare acquisire ulteriore finezza.

E ancora è da ricordare che la bottiglia deve riposare coricata in modo che il tappo, inumidito dal liquido, non consenta infiltrazioni di aria che possono determinare ossidazione.

Dalla longevità di un vino dipende anche il periodo che può trascorrere in cantina: maggiore è la sua struttura - è il caso ad esempio dei grandi vini della riserva - più lungo è il periodo che potrà soggiornare indisturbato in attesa di un lieto abbinamento.

Il Gallo Nero in Tavola

Soprattutto nella tipologia giovane il Chianti Classico si abbina con facilità ad una grande varietà di piatti e, se le ricette toscane sembrano essergli state cucite addosso, non meno facile è l'abbinamento con i piatti più diversi.

In particolare, le carni rosse cotte alla griglia sono un ideale compagno per i vini di medio corpo, dalla tannicità contenuta, mentre vini più complessi sono da abbinare a carni rosse cotte in modo più elaborato. Le grandi riserve devono essere conservate per accompagnare piatti di selvaggina oppure formaggi stagionati.

Il vino conservato in bottiglia da mesi, se non da anni, non ha da lungo contatti con l'aria: al primo impatto può rivelare di essere stato al chiuso per non poco tempo e aggredire l'olfatto anche con odori non netti. Per questo, in special modo quando si tratti di una riserva, la bottiglia deve essere aperta qualche ora prima di essere servita; se questo non è possibile si può ricorrere alla pratica della decantazione, versando lentamente il vino in una caraffa e quindi permettendogli di ossigenarsi in tempi rapidi.

Temperature ideali di servizio sono 16/18 gradi; se più elevate si rischia di soffocare nell'alcolicità ogni bouquet, se troppo inferiori si squilibra l'acidità.

E' infine importante, quale che sia l'abbinamento, scegliere il bicchiere giusto: per valorizzare un vino del Gallo Nero è necessario un calice a tulipano, con la bocca leggermente a restringersi per esaltare il bouquet del vino, dal volume più contenuto per i vini giovani, più ampio per le riserve.

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