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E'
nel lontano 1927 che per opera di un gruppo di viticoltori
della zona Arezzo Firenze Siena nasce il CONSORZIO CHIANTI. |
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ITINERARI
(Pontignano-Vagliagli-San giusto in Salcio-San Polo in Rosso-Ama-Radda
in Chianti- Castello di Brolio) |
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Pagina
dedicata alla cultura storica della zona del Chianti
e delle Città d'Arte della Toscana. Data base completo
dei musei |
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Guida
alle fattorie e ai produttori vinicoli del Chianti.
Data Base Aziende Agricole |
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Gastronomia
Dai prodotti dell'orto ai Ristoranti di classe, a zonzo per
il Chianti alla ricerca dei prodotti nostrali |
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Immgini
Panorami, luoghi incantati, colori e personaggi; questo è
il Chianti, |
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Il
territorio di produzione del vino Chianti Classico
è un pezzo di Toscana tra la città di Firenze
(a nord) e quella di Siena (a sud); |
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| Il
Consorzio del Gallo Nero e i suoi soci
La
fama del vino prodotto nel territorio del Chianti
Classico è così lontana e come tutto
quello che riscuote successo ha trovato lungo la sua
strada non pochi emuli. Cosicchè nel 1716 il
Granduca di Toscana Cosimo III si vide costretto ad
affidare ad un bando la delimitazione dei confini
del Chianti Classico, primo documento legale al mondo
che definisca una zona di produzione vinicola.
Ma non fu sufficiente, si continuò a produrre
falso Chianti un po' ovunque e così nel 1924,
il 14 maggio, un gruppo di produttori chiantigiani
si riunì a Radda in Chianti per dare vita ad
un organismo volontario che difendesse e valorizzasse
la propri produzione. Nacque cosi il "Consorzio
per la difesa del vino Chianti e della sua marca"
che nel corso degli anni ha cambiato nome fino all'attuale
ragione sociale "Consorzio del Marchio Storico",
mantenendo sempre come sua immagine e come suo attestato
di qualità il marchio del Gallo Nero.
E' questo un simbolo che in realtà identifica
da sempre tutto il territorio del Chianti Classico,
le sue origini sono perse nei tempi e vengono raccontate
da una bella leggenda che parla delle rivalità
tra Siena e Firenze in anni medievali. Le due città
toscane per porre fine alle loro interminabili guerre
decisero di affidare la definizione dei loro confini
ad una singolare prova tra due cavalieri: là
dove si fossero incontrati partendo all'alba dalle
rispettive città al canto del gallo, là
sarebbero stati i confini tra le due repubbliche.
I senesi allevarono e vezzeggiarono per questo compito
un bel gallo bianco, ben presto appesantito dagli
eccessi di cibo, i fiorentini scelsero un galletto
nero al quale davano così poco da mangiare
che il giorno fatidico cominciò a cantare prima
ancora che spuntasse l'alba. E così il cavaliere
fiorentino partì prestissimo e solo quando
giunse a Fonterutoli - un dozzina di chilometri da
Siena - incontrò il cavaliere senese: fu per
questo che quasi tutto il territorio del Chianti Classico
passò sotto la giurisdizione della repuhhlica
gigliata.
Se questa è una leggenda è però
un fatto certo che era il profilo del Gallo nero l'emblema
della storica Lega del Chianti, che dai primi anni
del '300 governò su queste contrade. Vasari
dipinse come allegoria del Chianti Classico il Gallo
nero sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo
Vecchio, a Firenze, e il Consorzio scelse questo simbolo
antico di sette secoli come garanzia dei suoi vini.
Nel 1924 erano 33 produttori, oggi il gruppo della
fondazione è notevolamente rafforzato e oltre
600 sono gli associati (di cui 250 confezionano il
vino con una propria etichetta) che producono oltre
l'80% di tutta la denominazione Chianti Classico.
Si tratta di un corpo sociale anche variegato, con
piccoli medi e grandi produttori, cantine sociali,
industriali. Tutti uniti dal rispetto delle regole
che il Consorzio impone. Prima tra tutte l'obbligatorietà
di imbottigliare il Chianti Classico Gallo Nero all'interno
del territorio di produzione - regola non prevista
dalla legge italiana per nessun vino neppure se di
qualità - e questo per consentire controlli
reali.
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